L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

venerdì 20 gennaio 2012

ITALCEMENTI Chi Viene Alla Conferenza Servizio 4 Luglio 2007 Art 269 D Lgsv 3 Aprile 2006 n 152 MODIFICA Autorizzazione Emissione Prot 45549 15 Giugno 2007 Convocazione e Verbale Conferenza a La Sceneggiata il si di Minagra il No di Portobello

ITALCEMENTI L'ADOZIONE DELLE MIGLIORI TECNOLOGIE B.A.T.CONDIZIONE INDISPENSABILE PER OTTENERE L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

3° Parte ITALCEMENTI ORDINE CRONOLOGICO DELLE CONFERENZE DI SERVIZI A.I.A. altre conferenze fuori dalla procedura a.i.a. Autorizzazione Integrata Ambientale FORSE CONCESSIONE PETCOKE

ITALCEMENTI A.I.A. Decreto 693 Regione Sicilia 2 serv VIA VAS dr. Vincenzo Sansone 18 luglio 2008

ITALCEMENTI sopralluogo 16 marzo 2009 presente Anza Minagra Cannova verifica art 13 decreto 693 2008

RISANAMENTO AMBIENTALE AREE A RISCHIO REGIONE SICILIA ANTINO CUSPILICI

Seduta di Martedì 12 Dicembre 2006



















COMMISSIONE VIII 
AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI
Resoconto stenografico
INDAGINE CONOSCITIVA

Seduta di martedì 12 dicembre 2006



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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ERMETE REALACCI
La seduta comincia alle 10,35.
(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Sulla pubblicità dei lavori.

PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso. 

(Così rimane stabilito).



Audizione di rappresentanti di organismi tecnici specializzati della regione siciliana.


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio, l'audizione di rappresentanti di organismi tecnici specializzati della regione siciliana. 
Scopo dell'indagine conoscitiva è quello di acquisire i dati esistenti in merito alle varie forme di nocività connesse agli inquinamenti ambientali (di natura atmosferica, smaltimento dei rifiuti, aree ad alto rischio). 
Oggi ascoltiamo il dottor Cuspilici - lo ringraziamo per essere venuto in Commissione -, che ci fornirà le informazioni sullo stato dell'arte, sia rispetto alla situazione dei rischi ambientali e sanitari, sia rispetto alla situazione dei piani di risanamento per quanto riguarda le aree a rischio della Sicilia, con particolare attenzione all'area di Gela. 

Per rendere efficace il nostro lavoro e per permettere un'interlocuzione con i colleghi, pregherei il dottor Cuspilici di concentrare le informazioni che egli ritiene centrali dal punto di vista dell'audizione in un quarto d'ora, in maniera tale che i colleghi possano intervenire con richieste di chiarimento. 

Aggiungo, dottor Cuspilici, che tutto il materiale che lei ci fornirà, indipendentemente da quello che esporrà nella seduta odierna, sarà messo a disposizione dei parlamentari della Commissione. Ne terremo, ovviamente, adeguato conto nella predisposizione del documento finale, che sarà l'atto conclusivo di questa indagine conoscitiva. 

Cedo ora la parola al dottor Cuspilici.



ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Sono il responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale della regione siciliana. 
Innanzitutto, cos'è un'area a rischio? Sappiamo benissimo che si tratta di territori in cui ci sono alterazioni dell'ambiente tali da determinare la necessità di intervenire con immediatezza (o così dovrebbe essere). 



Per quanto riguarda la Sicilia, negli anni Novanta, dopo opportuni studi ed approfondimenti, le zone di Siracusa, Floridia, Priolo, Melilli, Augusta e Solarino, nonché le zone di Gela, Butera e Niscemi furono dichiarate zone ad elevato rischio di crisi ambientale. Ciò, in riferimento all'articolo 7 della legge n. 349 del 1986, che è la legge istitutiva del Ministero dell'ambiente. 
Nel 1995, è stato pubblicato un volume piuttosto corposo che contiene due piani di risanamento, uno per Gela, l'altro per Siracusa. Con l'andare del tempo, venne pubblicata la norma delega, il decreto legislativo n. 112 del 1998, che prevede il trasferimento delle competenze, in caso di dichiarazione di area a rischio, dallo Stato alla regione. 

Noi avevamo una terza zona, la zona del Mela (quella di Milazzo, in provincia di Messina), altrettanto danneggiata dall'industrializzazione selvaggia e dall'elevata concentrazione antropica. Dopo un opportuno studio, svolto in precedenza dal Ministero dell'ambiente e condiviso poi dalla regione siciliana, nel 2002 intervenne la dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale. 

A differenza delle zone di Priolo e di Gela, in questo caso solo adesso si sta avviando la stesura del piano di risanamento. Riguardo al comprensorio del Mela, la regione siciliana ha approntato 12 miliardi di lire per avviare, appunto, il risanamento. Per quanto concerne lo stato dell'arte della stesura del piano di risanamento, vi sono delle linee-guida messe a punto da una struttura dell'amministrazione regionale, la commissione provinciale per la tutela dell'ambiente, alla quale partecipano la provincia, i comuni e, con alcuni rappresentanti, l'università. Questa struttura ha messo a punto, come dicevo, le cosiddette linee-guida, che non sono nient'altro che la fotografia della realtà attuale, quindi il censimento di tutti gli insediamenti produttivi. Si è cercato anche di evidenziare gli eventuali danni arrecati da tali insediamenti e di assicurare un aggiornamento del sistema di monitoraggio ambientale, per quanto riguarda le immissioni. 

Quanto ai piani di risanamento di Siracusa e Gela, nel 1995 furono trasferiti alla regione siciliana 100 miliardi per Siracusa e 40 miliardi per Gela. Questa era una primatranche di finanziamenti, che doveva essere completata, successivamente, da ulteriori fondi. Le somme ovviamente erano destinate agli interventi dei piani di risanamento per quanto riguarda la parte pubblica, in quanto, come abbiamo detto all'inizio, i piani prevedevano interventi sugli impianti...



PRESIDENTE. Le chiedo scusa se la interrompo, ma vorrei sfruttare al meglio la sua presenza in Commissione. Senza dubbio siamo interessati ai piani di risanamento, ma l'indagine conoscitiva prevede, come aspetto prioritario, una fotografia dello stato dell'arte, dal punto di vista delle conseguenze sull'ambiente e sulla salute dei cittadini. Rispetto a tale argomento, dunque, i piani di risanamento vengono dopo, sebbene ci interessino, perché ovviamente, come Commissione parlamentare, siamo interessati a capire quali sono le risposte alle problematiche sollevate. 

In primo luogo, sarebbe utile per noi avere un quadro conoscitivo, per quanto di vostra conoscenza, della situazione delle aree dal punto di vista ambientale e sanitario; in seguito, possiamo parlare dei piani di risanamento. Diversamente, finiremmo per concentrarci su questo argomento, senza avere gli elementi di base.


ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Gli elementi di base sono i dati raccolti sul territorio dalle strutture che vi operano. In Sicilia, abbiamo l'agenzia regionale per l'ambiente, che ha cominciato la sua attività da cinque anni e ha raccolto dei dati. Le rilevazioni in base alle quali si è arrivati ai piani di risanamento sono oramai piuttosto datate, in quanto risalgono al 1993 circa. 

Per quanto riguarda, invece, l'area di Milazzo, abbiamo dati ambientali...


PRESIDENTE. Non sono state condotte indagini epidemiologiche più di recente?

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Indagini epidemiologiche dal punto di vista sanitario esistono.

PRESIDENTE. Partiamo da quelle, allora, in quanto l'indagine conoscitiva che stiamo svolgendo riguarda la valutazione delle conseguenze ambientali e sanitarie provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio. Partiamo da quei dati, e poi veniamo ai piani di risanamento.


ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Benissimo. 
Uno dei problemi più grossi che si è presentato, nel momento in cui ho ricevuto l'incarico, è stato quello di trovarmi di fronte - l'anno scorso, a dicembre - ad indagini epidemiologiche di diverso tipo, che rappresentavano la fotografia della situazione sanitaria dei tre territori e che, ovviamente, mettevano in luce dati di incremento di malattie broncopolmonari e affezioni tumorali in tali siti. Uno di questi è Biancavilla, che non è stata dichiarata area ad elevato rischio ambientale in quanto si tratta di un sito particolare, collegato alla presenza di una cava, nella quale c'è un anfibolo dell'amianto. Pertanto, si tratta di un evento naturale. 

Questo studio epidemiologico, recentissimo - del 2005 -, arriva alla conclusione che è necessario sviluppare ulteriori indagini. La verità è che le indagini portate avanti fino ad ora in campo sanitario fotografano la situazione sanitaria, ovvero la situazione dello stato di salute della popolazione. Manca, tuttavia, un nesso tra situazione sanitaria e situazione ambientale. 

Pertanto, l'ufficio speciale, trovandosi di fronte a questi studi, che nascevano dall'osservatorio epidemiologico - preposto ufficialmente a svolgere queste indagini - o dai registri tumori istituiti in Sicilia, aveva necessità di dati certi. Ovviamente, l'organismo migliore cui rivolgersi a livello internazionale è l'Organizzazione mondiale della sanità, con la quale abbiamo pertanto sviluppato un rapporto, tuttora in atto. 

Questo, ovviamente, non è avulso dalla realtà locale, nel senso che gli studi finora svolti sono utilizzati, ma verranno validati con le metodologie internazionali. Verranno valorizzate le strutture e le attività del territorio e, in seguito, su questo verrà costruita la fase successiva. Le stesse strutture ospedaliere e quelle dei medici di base sono state coinvolte in questa attività. L'aspetto importante è che i dati ambientali verranno collegati con quelli sanitari, cosa che non era mai stata fatta. 

Il secondo aspetto che vorrei sottolineare è che verranno coinvolte le strutture locali. Oltre a ciò, una delle conclusioni alle quali si è arrivati immediatamente è che, allo stato attuale, sui tre siti non esistono strutture fisse che si occupino di coordinare l'attività sanitaria e quella ambientale. Si tratta di strutture che, con l'Organizzazione mondiale della sanità, abbiamo pensato di attivare e di sviluppare come presidi di prevenzione dell'inquinamento e delle malattie ad esso collegate. Di queste strutture farà ovviamente parte l'ufficio speciale, ma soprattutto l'ARPA e strutture dell'osservatorio epidemiologico. Si tratta di strutture che, pur richiedendo piccoli investimenti, sono fondamentali per avviare la fase di prevenzione, alla quale è necessario mirare. 
Ci sono poi i centri tumori e i centri di eccellenza, che sono da collegare a questa struttura, ma essi dovranno essere coinvolti in fasi alle quali dobbiamo arrivare sempre meno. Questo per quanto riguarda la vicenda sanitaria.



Per quanto concerne la vicenda ambientale...


PRESIDENTE. I tempi quali sono? E la convenzione?


ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. La convenzione, lo ripeto, utilizzerà il passato, quindi stiamo valorizzando ed utilizzando i dati in nostro possesso per l'indagine epidemiologica. Questa, però, deve essere, oltre che retrospettiva - azione messa in atto fino a oggi -, anche prospettica. 
Il mio contratto dura due anni ed ho potuto sviluppare un rapporto con l'Organizzazione mondiale della sanità, appunto, di due anni. Ovviamente, sarebbe opportuno che questo tipo di rapporto fosse portato avanti dal mio eventuale successore. 

Dal punto di vista ambientale, un altro aspetto importante, presente su tutti e tre i siti, è costituito dalle alterazioni della qualità dell'aria. Al riguardo, la situazione non è certamente eccellente. Peraltro, abbiamo delle strutture di monitoraggio particolarmente vetuste. Si è pensato, anche in questo caso, di affiancare all'ufficio speciale una nuova struttura. Abbiamo ottenuto la collaborazione del CCR di Ispra, centro di ricerca della Comunità europea. Il dottor De Santi è stato particolarmente contento di offrircela, anche per l'abbinamento con l'Organizzazione mondiale della sanità. Per questo motivo, proprio in questi giorni stiamo instaurando un rapporto anche con la regione Lombardia, che ha attivato anch'essa una collaborazione con il CCR. 
Quali sono i problemi più urgenti? Innanzitutto, predisporre il piano di risanamento per quanto riguarda la zona di Milazzo; le linee-guida ci rivelano la qualità complessiva dell'ambiente, con tutte le matrici, aria, acqua e suolo. Per Siracusa e Gela, abbiamo una situazione diversa, in quanto i piani di risanamento risalgono al 1995, dunque è necessario aggiornarli. Per questo motivo, si è sviluppato un rapporto con l'Università di Catania, precisamente con una sua struttura, denominata CUTGANA, che permette di intervenire in maniera complessiva sul territorio. 
Per quanto riguarda il problema del monitoraggio ambientale, come dicevo, abbiamo tre reti di rilevamento che sono abbastanza superate. Tuttavia, di fatto, su tutte le matrici avevamo delle schede dei vecchi piani di risanamento, che riguardavano aria, acqua e suolo, che non sono state mai sviluppate. Non si è mai attuato nessuno degli interventi previsti. A questo punto, si è pensato di andare oltre il singolo monitoraggio e di creare una struttura che abbia la gestione totale dell'ambiente e che fornisca i dati sia agli enti locali, sia all'ARPA, sia alla Protezione civile. 

Il problema delle aree a rischio è un problema non solo di inquinamento, ma anche di concentrazione di insediamenti pericolosi. Per questo motivo, si sono assemblate le schede del piano di risanamento e si è sviluppato un sistema, in un unico centro di raccolta dati. Se volete, posso preparare un cd per raccogliere tutti questi dati, visto che si tratta di una grossa quantità di carte. 

Ci siamo resi conto che, fra le cose che non hanno funzionato dei piani di risanamento, vi era la scarsa partecipazione delle popolazioni, dei portatori di interessi nel territorio. Inoltre, avevamo una scarsa priorità rispetto ai finanziamenti europei. Nessuno aveva mai pensato di iscrivere la regione siciliana in Agenda 21; l'abbiamo fatto, ed abbiamo indetto un bando per la sua attivazione o per portare avanti, nel caso in cui qualche comune l'avesse fatto, le procedure di Agenda 21. Un motivo di grossa soddisfazione è che, su sedici comuni, ben quindici hanno partecipato al bando ed hanno già avuto i finanziamenti. Questo è avvenuto grazie alla partecipazione democratica alla gestione del piano stesso. 

Quanto alle somme che abbiamo messo a disposizione per le tre aree, ovviamente abbiamo cercato delle priorità anche nell'ambito dei finanziamenti europei. In questo momento, si sta cercando di inserirsi negli obiettivi del POR 2007-2013, proprio per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale. 


Un altro problema del risanamento ambientale, presidente, chiama in causa le prefetture. Le prefetture si sono viste trasferire una parte delle somme nel 2000, anno in cui sono stati nominati commissari i prefetti, ed hanno sviluppato delle attività delle quali siamo poco a conoscenza.
 
Come ufficio speciale, avendo la responsabilità della realizzazione del piano, abbiamo preso contatto con le prefetture e, soprattutto con quella di Siracusa, stiamo sviluppando un rapporto di collaborazione e di supporto dal punto di vista tecnico. Loro, cioè, raccolgono le progettazioni dagli enti locali e le trasferiscono all'ufficio speciale per il parere. Questa è la situazione complessiva. 

Un'altra necessità impellente riguarda il problema dell'inquinamento atmosferico, di cui abbiamo già parlato. Si sono attivati dei piani di prevenzione dell'inquinamento atmosferico, collegando le emissioni degli impianti industriali alle immissioni nell'ambiente. Ovviamente, negli stessi piani di azione si prevede la razionalizzazione e il potenziamento delle reti provinciali. 

Per quanto concerne Siracusa e Milazzo, abbiamo già decretato. Per quanto riguarda, invece, Caltanissetta, siamo in via di attivazione, dopo qualche problema di collegamenti. 

Relativamente alle risorse rimaste sul bilancio regionale per le aree a rischio, sono indicate nel documento. Di seguito, sono indicate le spese che abbiamo sostenuto per attivare i piani di cui abbiamo parlato. 
Signor Presidente, poiché sarebbe piuttosto complicato inviare questi file per e-mail, trattandosi di file molto pesanti, realizzerò un cd che vi invierò per posta ordinaria.



PRESIDENTE. L'indagine proseguirà anche nei primi mesi dell'anno prossimo, quindi abbiamo il tempo per recepire il suo contributo. 
Do ora la parola ai colleghi che intendano porre quesiti o formulare osservazioni.



ANGELO MARIA ROSARIO LOMAGLIO. Credo che sia stata molto utile l'esposizione del professor Cuspilici, e per questo lo ringrazio. 
A mio avviso, si deve intanto partire dai dati emersi dallo studio svolto dall'osservatorio epidemiologico della regione siciliana, che indica e registra dati statistici che, per quel che mi è dato di sapere, sono molto inquietanti e preoccupanti. Leggiamo, infatti, che dal 1991 al 2002 si sono verificati 520 casi di bambini malformati - parlo della realtà di Gela -, soprattutto agli arti, all'apparato digerente e ai genitali. Si tratta di 520 casi su 13060 nati, il doppio rispetto ai dati regionali e nazionali. Anche il numero delle malattie renali, cardiovascolari, respiratorie e tumorali supera la media nazionale; il numero delle malattie agli organi genitali risulta superiore del 250 per cento rispetto alla media nazionale, e così via. 

Se questi dati vengono confermati dal professor Cuspilici...


ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. È il nostro organismo tecnico ad averli rilevati.

ANGELO MARIA ROSARIO LOMAGLIO. L'elemento su cui il lavoro della Commissione, anche nelle prossime settimane, dovrà soffermarsi è il seguente: quali sono i risultati delle attività del piano di risanamento - attivo da undici anni, cioè dal 1995 - in questi anni? Giustamente, il professor Cuspilici sottolinea che quel piano è assolutamente inattuale, dunque va modificato, attualizzato e aggiornato in maniera sostanziale. L'azione che riguarda noi, ma anche le istituzioni locali e la regione siciliana, è quella di verificare come sono state spese le risorse che lo Stato aveva approntato per questo scopo. 


Sappiamo che alcuni obiettivi del piano - il monitoraggio, gli studi epidemiologici, le iniziative volte alle bonifiche, e via dicendo - sono stati attivati soltanto dai privati e, stando a quello che ho capito (e chiedo conferma), soltanto in minima parte dalle parti pubbliche. Si riscontra, infatti, una sostanziale inattività delle parti pubbliche fino al 2005, fino a quando non è partito l'ufficio che si occupa del piano. Sarebbe quindi utile sapere se le risorse spese sono state utilizzate in coerenza con gli obiettivi del piano o, al contrario, come purtroppo ritengo di dover affermare, se i fondi sono stati spesi per attività che non hanno nulla a che vedere con quegli obiettivi prioritari. Ciò al fine di comprendere se sia opportuno e necessario effettuare una verifica, anche con la prefettura. 

Abbiamo qui una parte dei dati a disposizione, ma altri dati, relativi a quanto è stato detto, rientrano invece nelle competenze delle prefetture, in maniera particolare di quelle di Siracusa e Caltanissetta. 

È importante capire, a questo punto, qual è il ruolo degli enti locali. Non v'è dubbio che, riguardo ad obiettivi così importanti, il coinvolgimento degli enti locali è fondamentale, ma sappiamo che fino al 2000 essi sono stati inattivi, costringendo il Governo di allora ad un'iniziativa di commissariamento. Il commissariamento si rese necessario proprio per l'inazione da parte degli enti locali. Quanto agli interventi che sono stati realizzati fino al 2005 e che sono a conoscenza del professor Cuspilici, vorrei sapere se egli ritiene che siano stati coerenti con gli obiettivi prioritari del piano e se, quindi, lo stato di ritardo, anche grave, che viene riscontrato si debba imputare agli enti locali. 

Le affermazioni che sono state fatte mi sembrano particolarmente significative. Le strutture di monitoraggio attualmente vengono considerate vetuste, dunque in gran parte inefficaci per un monitoraggio puntuale, che riguardi anche lo stato e le alterazioni della qualità dell'aria, dell'acqua, e via dicendo. Peraltro, mi pare di poter dire che, dal punto di vista dei presidi sanitari, la situazione non è adeguata. Se il professor Cuspilici è in grado di dare una risposta a tali quesiti, probabilmente la Commissione potrà avere delle indicazioni o degli indirizzi per poter continuare la sua opera.



AURELIO SALVATORE MISITI. Anch'io ringrazio il dottor Cuspilici per i dati che ci ha illustrato. Vorrei porre una domanda relativa alle considerazioni che ci hanno portato a deliberare questa indagine conoscitiva: quali sono le conseguenze sull'ambiente che possono determinare anche degli effetti sulla salute? 
Il dottor Cuspilici ha affermato che, al riguardo, non vi sono informazioni...


PRESIDENTE. Le informazioni non sono validate, pertanto, loro chiedono all'OMS di validarle.

AURELIO SALVATORE MISITI. Questo è l'aspetto finale. Tuttavia, sulla parte iniziale, quella relativa alle conseguenze sull'ambiente, non sulla salute, i dati dovrebbero essere più a portata di mano. A parte qualche considerazione, il professor Cuspilici ha parlato dell'esistenza di dati, che però non ci ha illustrato. Il legame tra questi dati e la situazione che si è determinata a livello ambientale, nell'aria, nell'acqua e nel suolo, non è emerso dalla sua esposizione.

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. A questo punto, una precisazione è doverosa. Sono responsabile dell'ufficio speciale per gli interventi del piano. Di questo, dunque, possiamo parlare, e della pianificazione futura.

AURELIO SALVATORE MISITI. Cosa significa interventi del piano?



ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Interventi per la realizzazione del disinquinamento e del risanamento. 

Per quanto riguarda la situazione ambientale, i dati ve li possiamo fornire, come regione siciliana, tramite il nostro ente preposto al monitoraggio e allo studio dell'ambiente, l'ARPA. E non mancheremo di fornirli.


AURELIO SALVATORE MISITI. Quei dati ci interessano, perché ci permettono di vedere gli effetti...

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Tra l'altro, annualmente l'ARPA propone una pubblicazione dei dati.

AURELIO SALVATORE MISITI. È bene che ce li forniate, altrimenti i dati relativi alla salute rimangono disgiunti.

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Tra l'altro, i dati sulla salute che ho presentato rappresentano il motivo per il quale, come ufficio speciale, ho avuto la responsabilità di avviare l'indagine epidemiologica con l'Organizzazione mondiale della sanità.

AURELIO SALVATORE MISITI. Dunque, ci fornirete tutti i dati.

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Per quanto riguarda la realizzazione degli interventi, possiamo rispondere in modo parziale, in quanto le prefetture hanno una contabilità speciale e non devono rendicontare alla regione siciliana.
ANGELO MARIA ROSARIO LOMAGLIO. Lei sa quali sono gli interventi che sono stati realizzati dalle prefetture oppure no?
ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Attualmente non ho dati ufficiali.

PRESIDENTE. Dottor Cuspilici, comprendiamo benissimo la condizione in cui si trova, tanto più che ha ricevuto l'incarico solo nel dicembre scorso. Pertanto, aspettiamo di ricevere i dati che lei ci fornirà e la preghiamo, se è possibile, di verificare la situazione degli interventi che dovrebbero essere già stati messi in atto, la cui utilità appare, a tutt'oggi, dubbia. 

Non è una situazione che riguarda solo la Sicilia, ma in questo caso, essendosi la regione dotata di un'organizzazione autonoma, la verifica si è resa più cogente. Non possiamo non rimarcare che, a decenni di distanza dall'individuazione di aree ad alto rischio e dallo stanziamento di fondi - seppur, come sappiamo, insufficienti per affrontare la gravità della situazione -, ci troviamo ancora di fronte ad un quadro conoscitivo carente e non a regime. Lo dimostra il fatto che lei afferma la necessità di ammodernare le strutture di monitoraggio e di integrare la rete di monitoraggio ambientale con la valutazione delle conseguenze anche dal punto di vista della salute.
 
È un'azione giusta, quella che lei sta intraprendendo; onestamente, quello che appare è, come minimo, un notevole ritardo rispetto all'individuazione di aree ad alto rischio, per le quali sarebbe stata opportuna, sia sotto il profilo conoscitivo, sia sul fronte degli interventi, una continuità di azione. Lo ripeto, è un bene che sia stato istituito l'organismo ad hoc da lei diretto, ma la situazione mi pare ancora ad uno stadio primitivo.


ANGELO MARIA ROSARIO LOMAGLIO. Signor presidente, mi permetta di esprimere una considerazione, solo come traccia e per riferire alla Commissione le mie valutazioni. 

Dalle notizie in mio possesso risulta che, rispetto alle priorità fissate dal piano di risanamento - che riguardano, ovviamente, l'individuazione della qualità dell'aria, le alterazioni esistenti nella qualità dell'acqua, le iniziative da assumere per modificare i processi produttivi e diminuire i carichi ambientali, e via elencando -, in realtà molti interventi sono stati assolutamente incoerenti. Mi risulta, ad esempio, che siano state realizzate alcune fogne urbane nella città di Gela, nell'ambito degli interventi del piano di risanamento. Mi risulta, altresì, che siano stati effettuati interventi, coordinati dalla prefettura, per discariche di rifiuti solidi urbani nella città di Bufera. 

Quando parlo di interventi incoerenti, mi riferisco a questo.



ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Presidente, non parlo in qualità di direttore dell'ufficio speciale, ma semplicemente come persona che ha seguito il risanamento ambientale siciliano e nazionale. Mi permetto di dire che il problema del risanamento ambientale nazionale consiste nel fatto che noi abbiamo avuto due fasi di sviluppo: una fase di indirizzo, dettata dai comitati di coordinamento, e una fase di realizzazione, affidata agli enti locali. Ora, questa separazione fra chi decide e chi deve fare ha portato a tale risultato. 
Io ho qualche marcia in più perché decido ed ho la possibilità di spendere. Lo dico fuori dalla mia veste ufficiale.


ANGELO MARIA ROSARIO LOMAGLIO. Fino al dicembre 2006, però, lei ha detto di non avere nessuna possibilità di intervento, né di conoscenza, sulle risorse delle prefetture?

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. No, perché vi era il regime di commissariamento.

PRESIDENTE. Grazie, professor Cuspilici. La nostra idea è quella di fare un lavoro serio, utilizzando al meglio tutti i contributi conoscitivi, da parte sia delle istituzioni centrali che del territorio. Sentiremo, all'inizio dell'anno prossimo, anche l'Organizzazione mondiale della sanità, per sapere il quadro generale delle conoscenze che ha acquisito nel corso di questi anni sui temi di nostro interesse. Ovviamente, se avrà ulteriori informazioni - rispetto ai dati che, come ci ha già detto, ci farà avere -, la invitiamo a trasmetterle alla Commissione, poiché è nostra intenzione fornire al Parlamento e al paese un quadro conoscitivo per orientare le scelte da compiere e per valutare quanto è stato fatto finora.

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Se ho ben capito, devo fornirvi i piani di risanamento del 1995, le linee-guida per quanto riguarda Milazzo (che rappresenta una situazione a parte), i dati ambientali che mi farò carico di recuperare dall'ARPA, nonché i dati sanitari che recupererò dall'osservatorio epidemiologico.

AURELIO SALVATORE MISITI. Vorrei capire - non so se chiedo la stessa cosa che ha già domandato il presidente - sulla base di quali studi e di quali risultati ambientali è stato deciso il piano di risanamento. Altrimenti, non mi spiego perché ci sia un piano di risanamento di quel tipo.

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Inizialmente, le procedure per la dichiarazione di area a rischio erano le seguenti: si faceva la raccolta dei dati sul territorio e si verificava la situazione di alterazione delle matrici ambientali. I piani di risanamento sono stati realizzati su questa base. Inoltre, una volta che venivano raccolti i dati ambientali - parlo degli anni Novanta -, si svolgevano delle riunioni con gli enti locali per definire le priorità.

AURELIO SALVATORE MISITI. Quindi, adesso state attuando un piano basato su quelle notizie?

ANTONINO CUSPILICI, Responsabile dell'ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale dell'assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. No, stiamo attuando un piano aggiornato, non su quelle notizie. Abbiamo dei dati dell'osservatorio epidemiologico che ci dicono che c'è una situazione disastrosa, per cui è necessaria un'indagine epidemiologica. I dati ARPA ci dicono che il monitoraggio, per quanto riguarda l'ambiente, non è dei migliori, per cui noi potenziamo le strutture che esistono sul territorio.

PRESIDENTE. Ringrazio il dottor Cuspilici per il suo contributo e dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 11,10.


  • A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE  SUE AFFINITA’ ELETTIVE

L’assessore dr. Marcello Cutino aggredisce il blogger Ciampolillo la mattina di sabato 2 aprile 2011 per impedirgli di raccogliere informazioni sulla Raccolta rifiuti

CERCASI IL GEOLOGO DOTTORE CUTINO DISPERATAMENTE

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

Dottore Marcello Cutino il GEOLOGO

Interrogazione su raccolta rifiuti in assenza di ORDINANZA SINDACALE INTERVENTI DI RACCOLTA DI RR.SS.UU. ESEGUITI DALLA DITTA TRADE ECO SERVICE

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE SUE AFFINITA’ ELETTIVE

  • A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE  SUE AFFINITA’ ELETTIVE

A PROPOSITO DELLA MATTINA DI SABATO 2 APRILE 2011 LA REALTA’ MISTIFICATA

CERCASI CUTINO DISPERATAMENTE

CERCASI IL GEOLOGO DOTTORE CUTINO DISPERATAMENTE

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

Cutino Ciampolillo e l’aggressione di sabato mattina 2 aprile 2011 in via Garibaldi a isola delle Femmine

Cutino Portobello Aiello Progetto Isola Amministrazione Elezioni e...........

Dichiarazione Consigliare Rinascita Isolana AL PRESIDENTE DEL Consiglio Comunale

DIONISI CUTINO I PACCHI DELL’AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

Dottore Marcello Cutino il GEOLOGO

Esposto Denuncia Corte dei Conti e Assessorato per danni ERARIALI

il 2 aprile 2011 l’aggressione di Cutino a Ciampolillo in via Garibaldi CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

IL GRUPPO CONSILIARE RINASCITA ISOLANA CHIEDE LE DIMISSIONI DI CUTINO E IMPASTATO

Interrogazione Parlamentare su infiltrazione mafiosa a Isola delle Femmine

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

giovedì 19 gennaio 2012

L'assessore dr. Marcello Cutino aggredisce il blogger Ciampolillo la mattina di sabato 2 aprile 2011 per impedirgli di raccogliere informazioni sulla Raccolta

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE CUTINO

L’assessore dr. Marcello Cutino aggredisce il blogger Ciampolillo la mattina di sabato 2 aprile 2011 per impedirgli di raccogliere informazioni sulla Raccolta rifiuti.

CERCASI IL GEOLOGO DOTTORE CUTINO DISPERATAMENTE

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE CUTINO

Consiglio Comunale Isola delle Femmine Infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione

DOTTORE Cutino Marcello il GEOLOGO

A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE SUE AFFINITA’ ELETTIVE

A PROPOSITO DELLA MATTINA DI SABATO 2 APRILE 2011 LA REALTA’ MISTIFICATA

CERCASI CUTINO DISPERATAMENTE

CERCASI il geologo CUTINO DISPERATAMENTE

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

Cutino Ciampolillo e l’aggressione di sabato mattina 2 aprile 2011 in via Garibaldi a isola delle Femmine

Cutino Portobello Aiello Progetto Isola Amministrazione Elezioni e...........

Dichiarazione Consigliare Rinascita Isolana AL PRESIDENTE DEL Consiglio Comunale

Dottore Marcello Cutino il GEOLOGO

Esposto Denuncia Corte dei Conti e Assessorato per danni ERARIALI

il 2 aprile 2011 l’aggressione di Cutino a Ciampolillo in via Garibaldi CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE 23 SETTEMBRE 2011 INTERROGAZIONI 2 APRILE SPIAGGE SSR

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE cutino

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

ISOLA DELLE FEMMINE SABATO 2 APRILE 2011 ORE 11,30 SI SCATENA LA VIOLENZA DELL’ASSESSORE

Interrogazione su raccolta rifiuti in assenza di ORDINANZA SINDACALE INTERVENTI DI RACCOLTA DI RR.SS.UU. ESEGUITI DALLA DITTA "TRADE ECOSERVICE"

mercoledì 18 gennaio 2012

PIANO ARIA REGIONE SICILIA Interrogazioni Parlamentari A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE SUE AFFINITA’ ELETTIVE


Interrogazioni Parlamentari

Interrogazioni parlamentari all’ARS per accertare le responsabilità delle gravi omissioni che si sono registrate nella Regione Siciliana, dal 2002 fino al 2007, in materia di prevenzione dall’inquinamento atmosferico.


All’Assemblea Regionale Siciliana sono stati presentati specifici atti ispettivi, da parte di parlamentari sia di maggioranza (PDL) che di opposizione (PD), con i quali è stato chiesto al Governo di individuare i responsabili delle omissioni in materia di tutela dall’inquinamento atmosferico recentemente contestate alla Regione Siciliana dall’Unione Europea e dal Ministero Ambiente. Gli interroganti, nello stigmatizzare che “la mancata adozione di iniziative obbligatorie previste dalla legge a tutela della salute dei cittadini integra responsabilità di tipo amministrativo, civile, penale e contabile”, chiedono di sapere:

- perché la Regione Siciliana non abbia dato seguito agli adempimenti citati, e quali accertamenti siano stati fatti in merito ai fatti riportati dalla stampa e dai media;

- quali iniziative siano state prese dagli organi competenti per superare le violazioni contestate alla Sicilia dal Ministero Ambiente e dall’Unione Europea;

- quali iniziative siano state prese per garantire e proteggere i cittadini, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente;

- quali iniziative siano state prese per informare correttamente la popolazione in merito allo stato della qualità dell’aria;

- quali uffici avevano il compito di dare seguito agli adempimenti in oggetto;

- quali provvedimenti siano stati presi nei confronti di funzionari e dirigenti dei servizi responsabili delle violazioni contestate dal Ministero Ambiente e dall’Unione Europea;

- se sia stata trasmessa la necessaria informativa all’Autorità Giudiziaria ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento delle responsabilità correlate.

Il responsabile pro tempore del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, dott. Salvatore Anzà, ha predisposto gli atti propedeutici alla risposta del Governo confermando che risultano avviate nei confronti dell’Italia, a causa di omissioni della Sicilia, due procedure di infrazione (Procedura 1 e Procedura 2) per la violazione delle Direttive 96/62/CE e 99/30/CE, una procedura di infrazione per la mancata elaborazione – con riferimento agli anni 2005 e 2006 – dei piani e programmi previsti dall’art. 8 del D. Lgs. 351/99 in attuazione della Direttiva 96/62/CE (Procedura 3), e una ulteriore procedura per il mancato rispetto dei limiti in vigore dal 2005 per le polveri sottili (Procedura 4), in violazione della Direttiva 99/30/CE. 


Dopo aver rilevato che le contestazioni dell’Unione Europea fanno riferimento a omissioni maturate in un periodo (2002-2007) durante il quale il responsabile dell’ufficio era il dott. Gioacchino Genchi – omissioni tanto rilevanti da indurre persino l’On.le Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, On.le Cascio, ad intervenire nel 2005 con una formale messa in mora del dirigente del servizio (nota n. 5001 del 27/10/05) – il dott. Anzà ha evidenziato come attualmente il dipartimento abbia quasi completato una lunga e complessa azione di recupero che dovrebbe concludersi, entro maggio 2009, con la completa attuazione degli adempimenti richiesti dall’Unione Europea, in linea con quanto previsto dal Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente adottato con il D.A. 176/GAB del 9 agosto 2007.


Sono disponibili per gli utenti, per la eventuale consultazione, le interrogazioni parlamentari citate e la risposta dell’ufficio.