L’autorizzazione Integrata Ambientale non è l’applicazione asettica di un insieme di tecniche e di relative “prestazioni ambientali” ma piuttosto il risultato di un percorso di analisi volto ad individuare l’assetto impiantistico e produttivo che combina assieme i tre elementi cardine dell’IPPC: controllo combinato delle emissioni aria-acqua-suolo, riferimento a standard tecnologici e gestionali di settore, valutazioni delle condizioni locali.

Attori principali sono fondamentalmente le amministrazioni che avranno il compito di rilasciare le autorizzazioni, i gestori che le richiedono e la comunità locale destinataria indiretta delle scelte delle pubblica amministrazione che dovrà provvedere al contemperamento degli interessi di cui tali attori si fanno portatori all’interno del provvedimento complesso.
Ricorso al TAR Palermo di Cittadini di Isola delle Femmine per annullamento decreto n 693 della Regione Sicilia a favore della Italcementi

Conferenze: 31 Luglio 2007-21 Novembre 2007-31 gennaio 2008-20 febbraio 2008-19 marzo 2008

Cambiamo Aria


Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto. Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene. E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quidi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.

Se intanto il camponato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore
Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria

mercoledì 30 maggio 2012

Veneto: aria sempre più inquinata e multe da capogiro

Polveri sottili in Veneto. Multa milionaria a Regione da Corte di Giustizia europea

Padova 30 mag. 2012 – L’aria peggiora sempre di più poichè le misure strutturali contro le polveri sottili in Veneto non sono mai state applicate. Dalla Corte di Giustizia europea arriverà una multa milionaria ai veneti, ma l’assessore regionale Maurizio Conte chiede a Bruxelles che la legge a tutela della salute pubblica continui a non essere applicata in Veneto. L’assessore Conte ha il dovere di far rispettare la legge e il Piano Regionale di Tutela della qualità dell’aria prima di andare a Bruxelles a chiedere una zona franca per il Veneto. Vuol dire forse che 8000 morti l’anno nella pianura padana per malattie legate alle polveri sottili si affrontano con una deroga alla legge? Dal 2005, anno in cui è stato varato il Piano Regionale per la tutela della qualità dell’aria, i primi ad opporsi con ricorsi al Tar del Veneto sono state le grandi aziende di Porto Marghera e tutt’ora i Comuni veneti sono nella illegalità perché non hanno finora applicato le norme che impongono  i Piani di Azione su aree omogenee dei territori comunali, con monitoraggi e verifiche imposte dal procedimento di Vas Valutazione Ambientale Strategica, e quindi su tutte le fonti di inquinamento dalle emissioni di acciaierie, inceneritori, cementerie, traffico veicolare, trattamento rifiuti, piani urbanistici dei Comuni, l’agricoltura e allevamento. Le Province hanno il potere di sostituirsi ai Comuni, ma non lo fanno. La Regione ha un Piano di rientro dalle polveri sottili fermo al 2006 mentre dovrebbe aggiornarlo ogni anno. I costi di questa illegalità li pagano le famiglie venete con una spesa sanitaria enorme legata alle malattie da inquinamento. Uno studio europeo “Aphekom” ha quantificato in termini economici l’impatto dell’inquinamento dell’aria in 25 città europee. L’Italia è rappresentata da Roma. La cifra è da capogiro: 31,5 miliardi di euro all’anno vengono “buttati via” per lo smog, pari a 19mila morti (di cui 15mila per malattie cardiovascolari).
La Corte di Giustizia europea ci ha già condannati. Si calcola che la multa comunitaria per la violazione della direttiva dovrebbe oscillare attorno ai 700 milioni di euro l’anno. I veneti, a seguito della illegalità dei Comuni che superano i parametri sanitari di legge sulle polveri sottili, saranno costretti a pagare la multa riferita agli anni 2005- 2007, una multa che certamente si ripeterà poiché sino al 2012 la legge in Veneto è sistematicamente violata. Perché la multa deve pagarla il contribuente e non piuttosto gli amministratori che non rispettano la legge? E non dovrebbe essere risarcito chi si ammala perché sindaci e assessori all’ambiente non rispettano la legge a tutela della salute pubblica?
Fonte: ADUC

domenica 27 maggio 2012

"S" maggio 2012 L'ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo


Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti  è puramente casuale !!!!!!!!!!!!


“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “




Fonte http://www.livesicilia.it
Autore Riccardo Lo Verso

 

mercoledì 23 maggio 2012

TINA MONTINARO LA MAFIA A ISOLA è SEMPRE ESISTITA




Il PROFESSORE. “ la notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno “

CERTO E’ COMPRENSIBILE Si fa fatica a “leggere” i fatti ciò che ci circonda quello che avviene, si fa fatica ad osservare ed interpretare la realtà, quando in genere si è occupati a fare altro……….


SUCCEDE che l’omicidio avvenuto ad Isola delle Femmine di Pietro Enea nel lontano 1982 ad oggi non abbia trovato il colpevole di quest’efferato omicidio
SUCCEDE ad Isola delle Femmine, un’area di 1.800 metri quadri (vedasi Conferenza di servizi conclusa il 29/10/2001) destinato alla rimessa e deposito del Cantiere del Raddoppio ferroviario S.I.S. sia CONCESSA da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola un’area di dieci volte superiore con la costruzione di un’industria di Calcestruzzi
SUCCEDE ad Isola delle Femmine, nell’ottobre del 2006, in Piazza Umberto arresto del boss latitante Salvatore Alfano importante esponente della famiglia mafiosa Della Noce
SUCCEDE che due imprenditori scompaiano da Isola delle Femmine e non ne sappia più nulla.
SUCCEDE  che ad Isola delle Femmine in vari blitz dei Carabinieri e della Guardia di Finanza siano sequestrati beni appartenenti a famiglie mafiose
SUCCEDE  che il territorio d’Isola delle Femmine veda la presenza di mafiosi arrestati nell’operazione ADDIO PIZZO 5
SUCCEDE  che le elezioni amministrative del 2009 per Sua stessa ammissione siano inquinate per intervento della mafia.   Lei si era accorto di ciò, vedasi delibera 52 dell’anno 2009.
SUCCEDE  che Isola delle Femmine ad oggi 2012 non si sia dotato di un moderno Piano Regolatore Generale (è in vigore quello del 1977)
SUCCEDE  un’area destinata alla costruzione di una pubblica VIA sia destinata alla costruzione di un “Parco Urbano”. Quella stessa area costruita su materiale di risulta proveniente dal cantiere del raddoppio ferroviario di quella stessa azienda che: «... i vertici della S.I.S. erano coscienti della forza di Impastato... Dalle carte dell’inchiesta... salta fuori che tanti politici, di schieramento diverso, hanno bussato alla porta della S.I.S. per piazzare operai e imprese nei cantieri» «... dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio del Pdl, agli onorevoli Francesco Mineo (Grande Sud) e Riccardo Savona dell’Udc... dall’ex assessore del comune di Palermo Patrizio Lodato (Italia Domani) al sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello (lista civica). (pag 6 Vicenza Più 24 giugno 2011 )
SUCCEDE  che sull’attività svolta in questi ultimi anni dall’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola delle Femmine si siano concentrate tutta un serie di denunce e disfunzioni giuridiche e burocratiche.
SUCCEDE  che a ridosso della Italcementi (azienda insalubre per la salute umana e per l’ambiente) siano state permesse costruzioni di civili abitazioni, scuole, pronto soccorso e attività sportive.  
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine sia in pratica massacrato dalla continua cementificazione
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine per una buona metà della Sua Sindacatura sia stato letteralmente ricoperto di MUNNEZZA
SUCCEDE   Isola delle Femmine non sia mai caduta cosi in basso!
SUCCEDE  per salvaguardare la democrazia la partecipazione, la legalità e la trasparenza nella gestione della Cosa Pubblica debba intervenire una Commissione Governativa
SUCCEDE che la GIOIA l'ALLEGRIA la SOCIALITA' non abbiano più diritto di cittadinanza ad Isola delle Femmine

Il PROFESSORE l’abbiamo lasciato nella Sua “ per me la notizia è come un FULMINE a ciel sereno…”

Il PROFESSORE ricorda molto la canzone di Guccini "..... alla stazione di Bologna la notizia arrivò in u baleno un............"



SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE!


Lei  " come un fulmine a ciel sereno " Ci chiediamo se effettivamente si rende conto di ciò che proferisce.

TINA MONTINARO,  che la realtà riesce a leggerla molto bene se non altro per i suoi trascorsi e per le sue sofferenze,  informa il PROFESSORE che “ La mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita, diciamo la verità, non è del tutto INEDITO ma le infiltrazioni mafiose sul territorio di Isola delle Femmine ci stanno da sempre, diciamo la verità, ci stanno da SEMPRE se no  insomma manco le stragi facevano NO! Dico  questo,  insomma QUI nessuno è CRETINO”

Un suggerimento per il Consigliere di MAGGIORANZA dichiaratosi egli stesso presidio della legalita’ a Isola delle Femmine

RIFLETTA BENE sulle parole della Tina. Le saranno di conforto e di sostegno per   DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE come aveva promesso “….. NEL MOMENTO IN CUI MI RENDESSI CONTO CHE…”

n.b. Suggerisca al PROFESSORE di seguirla IMMEDIATAMENTE

Questo naturalmente in sintonia per quanto avete sempre AFFERMATO: 

"Noi amiamo Isola delle Femmine"




A “Brontolo” le stragi di mafia e il ricordo del giudice Falcone TINA MONTINARO LA MAFIA A ISOLA è SEMPRE ESISTITA di isolapulita

giovedì 17 maggio 2012

Il Comitato per la legalità a Isola delle Femmine per il rispetto delle leggi dei regolamenti e della dignità Umana

Piano Aria Regione Sicilia Capitolo 2 pag 31-34 copiato da annuario arpa 2004 pag 2.26-2.30

Piano Aria Regione Sicilia Copia Incolla Infrazione Europea La QuerelaTra Anza Legambiente Assessorato Decreto Errata Corrige Ed Altro ….

sabato 12 maggio 2012

LA CASSAZIONE “LIBERA” IL DIRITTO DI INFORMARE SUI BLOG

Sentenza storica, i blog non sono stampa clandestina. Si apre un'era.

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 La sentenza su Carlo Ruta, blogger ennese condannato per il reato di stampa clandestina, rappresenta una delle sentenze più importanti dalla liberalizzazione delle radio e delle tv private. La Cassazione ha stabilito una nuova era nel giornalismo italiano che rischia di abolire l'Ordine dei Giornalisti prima dell'intervento del Governo previsto in estate.
Andiamo con ordine. Carlo Ruta, già giornalista e saggista, decide di aprire un suo blog dove pubblicare inchieste scomode, articoli di cronaca ed attualità (vi ricorda qualcosa?). Nel 2005 il suo sito viene oscurato ed accusato del reato di stampa clandestina, sentenza confermata in primo ed in secondo grado.
Questa mattina, la sentenza destinata a cambiare la storia dell'editoria e dell'informazione in Italia. I blog non sono assimilabili ai normali organi di stampa e quindi non rispondono della legge sull'editoria del 1948. Inoltre, pur essendo aggiornato quotidianamente e fornendo informazioni di pubblica utilità, non devono necessariamente essere registrate al tribunale come testate editoriali con a capo un direttore responsabile se non ricevono finanziamenti pubblici.
Non bisogna sorprendersi troppo se una notizia del genere fatica ad arrivare ai grandi media tradizionali. Questa sentenza introduce un elemento nuovo e detonante per tutta la stampa italiana. Per poter scrivere su un giornale cartaceo, radiofonico o televisivo, occorre essere iscritti all'Ordine dei Giornalisti ma se si informa tramite un blog, non esiste alcun vincolo legislativo che imponga che l'informazione provenga da un giornalista.
In due parole, da domani mattina qualsiasi cittadino italiano, caso unico in Europa e forse al mondo, potrà liberamente informare in Rete al pari di qualsiasi grande firma del giornalismo italiano, senza essere perseguibile per legge.
Una svolta a cui seguirà necessariamente un riassetto dell'intero pacchetto legislativo che norma l'editoria online. Se da un lato infatti chi pubblica su un blog non è tenuto ad esercitare il diritto di rettifica e può rispondere "esclusivamente" del reato di diffamazione, di contro chi pubblica commenti feroci ed illegali risponde personalmente del reato di diffamazione, senza alcun vincolo legale per la "testata" online su cui sono pubblicate.
Uan vera e propria giungla legislativa che sicuramente sarà presto normalizzata con un quadro unico.

http://www.palermoreport.it/notizie/sentenza-storica-i-blog-non-sono-stampa-clandestina-si-apre-unera


LA CASSAZIONE “LIBERA” IL DIRITTO DI INFORMARE SUI BLOG



L’informazione ed il diritto di informare sul web sono salvi e legittimati dall’attesa sentenza di Cassazione del 10 maggio 2012 che da questo momento fornirà un utile indirizzo legislativi ai parlamentari della Repubblica e finalmente eviterà che pubblici ministeri incompetenti o giudici di diverso avviso mandino a giudizio elle persone per reati come stampa clandestina per non aver registrato un blog come testata giornalistica online. Adesso il Parlamento italiano, se non vuole far ridere tutta l’ Italia ma anche l’ Europa, anche per questa materia cadendo nel discredito globale, dovrà finalmente garantire, attraverso la formulazione di una legge chiara, la libertà d’informazione e di espressione in rete.

Non è necessario ed obbligatorio quindi dover procedere alla registrazione della “testata” presso il Tribunale della Stampa per gestire un blog di informazione, con la conseguenza logica processuale e giudiziaria che non è possibile ravvedere il reato di “stampa clandestina” che era previsto dalla vecchia legge sulla stampa del 19948 laddove una persona che gestisce un proprio blog per fare informazione su Internet , senza aver prima provveduto a tale assurdo adempimento.

Una decisione questa, adottata dalla terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione – presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro , che era logica, garantista, in linea con l’articolo 21 della Costituzione Italiana per chiunque voglia fare informazione, attività questa che non può essere un privilegio di pochi, come vorrebbero alcuni comodamente seduti sulle poltrone, né una concessione dello Stato ma una libertà fondamentale di tutti,sancita sin dal 1789 nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è del cittadino.

La vicenda era iniziata nel 2004. Ruta viene querelato per diffamazione dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera per aver pubblicato sul suo blog “Accade in Sicilia” alcuni documenti relativi all’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni. Alla fine del processo, nel 2008, il Tribunale di Modica condanna il giornalista sia per il reato di diffamazione che per quello di stampa clandestina. Il blog, secondo il giudice, è una testata come lo sono i quotidiani e senza la registrazione è “clandestino” e deve essere chiuso. Nel 2011 arriva anche la conferma della Corte d’Appello di Catania. Intorno al caso, unico nel suo genere in Europa, si apre un dibattito mondiale animatissimo. Esperti, attivisti e blogger, preoccupati per il destino di migliaia di blog e altre forme di espressione su internet, si mobilitano in supporto al giornalista e sessanta storici italiani firmano un lettera di solidarietà.

Ieri la sentenza. Il diritto di informare va tutelato, così come il Parlamento deve decidersi a modificare ed aggiornare una Legge anacronistica che ha oltre 60 anni di vita. Cosa fanno e dicono tutti i giornalisti parlamentari ? Tacciono. Ricordiacemelo.

http://www.adgnews24.com/2012/05/11/la-cassazione-libera-il-diritto-di-informare-sui-blog/


Storica sentenza della Cassazione: I blog non sono stampa clandestina e non sono un prodotto editoriale:

Assolto Carlo Ruta perchè il fatto non sussiste

Roma 10 maggio


“La Corte di Cassazione annulla senza rinvio perchè il fatto non sussiste.”


Alle ore 19 e 30 le Parole del Presidente della terza sezione della Cassazione risuonano nell’aula oramai vuota del Palazzaccio

Il Supremo Collegio emette cosi una sentenza molto attesa e pone cosi fine a cinque anni di dispute dottrinarie e !infuocati” dibattiti sulla natura dei blog giornalisitici e sulla loro clandestitinità in caso di non registrazione presso l’apposito registro delle testate editoriali del Tribunale, assolvendo lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta accusato di diffamazione a mezzo stampa e stampa clandestina .

Dunque i blog ( anche giornalistici ) non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.

La III Sezione della Corte di Cassazione presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro, ha deciso oggi in udienza pubblica sullo scottante caso degli obblighi di registrazione come testata telematica dei blog e sulla natura di stampa clandestina dei blog non registrati.


La vicenda ha tratto origine dal caso di Carlo Ruta , giornalista e saggista siciliano, condannato nel 2008 dal tribunale di Modica per il reato di stampa clandestina, pronuncia confermata poi nel 2011 dalla Corte di appello di Catania.

Il giornalista curava saltuariamente un blog denominato , Accade in Sicilia, che forniva un informazione sui fenomeni mafiosi presenti sul territorio siciliano che, a un certo punto era divenuto oggetto di una querela per diffamazione da parte di un Magistrato sentitosi offeso da alcuni scritti presenti sul blog.

Il tribunale di Modica aveva ritenuto in primo grado che il blog del saggista fosse una vera e proprio testata giornalistica, e che, pertanto, da un lato dovesse considerarsi “prodotto editoriale” secondo quanto previsto dalla legge nl. 62/2001, dall’altro, proprio in quanto “stampa periodica, dovesse essere registrato presso il Tribunale competente,

La Corte d’appello di Catania aveva, come si è detto, confermato il tutto.

All’udienza in Cassazione, svoltasi intorno alle 12 e 30 del 10 maggio nell’Aula della terza sezione, il Sostituto procuratore generale aveva concluso per la responsabilità del Ruta, dichiarando fra l’altro “ la Corte d’appello ha ben deciso” evidenziando come in realtà la normativa sulla stampa fosse un paracadute per i blogger che si fossero trovati a subire un sequestro in quanto la legge sulla stampa, come è noto, proteggerebbe le pubblicazioni con un regime di sequestrabilità costituzionalmente previsto.

La natura “giornalistica” del blog di Ruta valeva a differenziare, secondo la pubblica accusa, lo stesso blog dai forum e dalle chat, che la stessa terza sezione della Cassazione, con il medesimo relatore del caso odierno, aveva invece nel 2008 escluso dal campo di applicazione del prodotto editoriale.
La difesa dello storico, rappresentata dall’Avv Arnone, ha invece evidenziato l’illogicità dell’equiparazione ( e della conseguente responsabilità per stampa clandestina di chi non registra il proprio blog) fra testate giornalistiche e blog che, di fatto obbligherebbe migliaia di blogger a registrarsi presso la cancelleria del tribunale competente.

Durante l’arringa il difensore di Ruta ha anche svelato di aver ricevuto una comunicazione dall’On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull’editoria del 2001, che gli avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale, e che ciò risultava evidente dalla lettura della relazione preparatoria alla legge sull’editoria, ricevendo peraltro, come risposta dal presidente del Collegio, l’invito ad attenersi al concetto giuridico di “prodotto” editoriale risultante dalla norma, l’unico elemento in grado di essere valutato, secondo il Presidente, dal Collegio.
Il dubbio è rimasto sino alle ore 19 e 30 di oggi.


Da oggi i blog ( ed i giornalisti) sul web saranno un pò più liberi.

Riproduzione libera con citazione della fonte

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

http://www.fulviosarzana.it/ 

Studio Legale Roma Sarzana & Associati
 
http://www.fulviosarzana.it/blog/storica-sentenza-della-cassazione-i-blog-non-sono-stampa-clandestina-e-non-sono-un-prodotto-editoriale-assolto-carlo-ruta-perche-il-fatto-non-sussiste/






























venerdì 11 maggio 2012

Strage di Capaci, stop alla realizzazione del Parco della Memoria di Isola delle Femmine


Strage di Capaci, stop alla realizzazione del Parco della Memoria
strage di capaci

10 maggio 2012 -  “Mi sento presa in giro dalle istituzioni. Sarebbe stato il segnale importante di una Terra che si ribella alla vergogna del passato”. Tina Montinaro è delusa ed amareggiata. Perché ha lungamente creduto in un progetto la cui concretizzazione appare sempre più lontana e che avrebbe significato “la speranza della ricostruzione” su quel tratto della A29 che collega Capaci a Palermo dove persero la vita, il 23 maggio del 1992, suo marito Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone, insieme a quest’ultimo, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo e Vito Schifani.
L’inaugurazione del Parco della Memoria Quarto Savona 15, prevista per il 23 maggio prossimo, in occasione del ventennale dalla Strage di Capaci, non ci sarà. I lavori per la realizzazione dell’area verde non sono mai iniziati. Il progetto, tenacemente voluto da Tina Montinaro, avrebbe dovuto essere realizzato con fondi della Regione Siciliana in cofinanziamento con l’Anas, nominata dal Comune di Isola delle Femmine, al cui territorio appartiene l’area interessata dal Parco, stazione appaltante.
“I lavori sono naufragati – riferisce Tina – per infiltrazioni mafiose”. Tutto inizia il 16 aprile scorso, a seguito dell’insediamento della Commissione prefettizia di accesso agli atti del Comune di Isola delle Femmine. Un provvedimento che getta il sospetto di connivenze tra mafia e politica nella cittadina alle porte di Palermo.
Stop al progetto dunque, ed al protocollo d’intesa che avrebbe dovuto essere sottoscritto da Regione siciliana, Anas, Prefettura di Palermo e Comune di Isola delle Femmine.
“Il Parco si farà – è stato assicurato a Tina Montinaro – ma non si sa quando”.
Tina replica: “Volevo che venisse inaugurato il 23 maggio e che fosse il ringraziamento per i siciliani onesti che non hanno dimenticato cosa la mafia è stata capace di fare. Tutto questo mi sembra una manovra contro il risveglio dei siciliani. In ogni caso, il 23 maggio io sarò lì, con il mio dolore, la mia dignità, i miei ricordi”.
Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine si dice “umiliato e sottoposto all’ennesima vergogna”. E spiega le sue motivazioni: “Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la Commissione prefettizia. Se lo Stato ritiene diversamente, invece di ritirarsi, doveva fare in modo che il Parco venisse inaugurato proprio quel giorno per dare un messaggio importante di antimafia”. E aggiunge: “Questo Parco avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta”.
Passo indietro dunque da parte della Prefettura di Palermo. Tina Montinaro aveva creduto e sperato che quel Parco diventasse per i siciliani “un luogo da cui ripartire ricordando l’atrocità della mafia”. Lo stop al progetto è per lei “l’ennesimo segnale di disinteresse delle istituzioni”. Uccisi dalla mafia, due volte.
“Ci sono le infiltrazioni mafiose? – continua Tina – che facciano i nomi e li arrestino. Il Parco non c’entra. Non è giusto che continui a pagare chi è morto per uno Stato che nemmeno nel ricordo tutela chi ha sacrificato la propria vita in nome della giustizia”.
Il prossimo 23 maggio sono attesi a Palermo anche i rappresentanti istituzionali, tra i quali il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premier Mario Monti. Una lunga catena umana lunga 15 chilometri – alla quale parteciperanno migliaia di persone – ripercorrerà l’ultimo tratto di strada compiuto dal Giudice Falcone e la sua scorta, dall’aeroporto di Punta Raisi al luogo dell’esplosione. “Anche senza Parco della Memoria – specifica Tina Montinaro – la manifestazione verrà fatta comunque. E lo ribadisco, ho voluto che venisse organizzata per i siciliani e non per le istituzioni”.
Ma a Palermo il 23 maggio si terrà un altro grande evento. Alle 20.40 allo Stadio Barbera, la Partita del Cuore tra la Nazionale Italiana Cantanti e la Nazionale Magistrati. “Nel ricordo – sempre vivo – di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” si legge nei manifesti che pubblicizzano l’evento e che riportano l’immagine dei due magistrati uccisi nel 1992.
“Nessuno ricorda gli uomini della scorta – conclude Tina con amarezza – Forse ci si dimentica che in quei due attentati morirono altre nove persone. La Sicilia è cambiata molto negli anni, in meglio, ma è possibile che difendere il ricordo debba essere così difficile?”

http://palermo.blogsicilia.it/strage-di-capaci-stop-alla-realizzazione-del-parco-della-memoria/86858/

la prefettura valuta presunte infiltrazioni mafiose

giovedì 10 maggio 2012

DIRITTO DI CRONACA E DI CRITICA SENTENZA CASSAZIONE 6902 2012 esiste l’esimente del diritto di cronaca… eservizio di critica asume connotazioni soggettive opinabili

IL PIANO COPIATO DELLA SICILIA Repubblica 30_03_11 sw anti copiato

Bilancio Consuntivo 2010 LE FATTURE ATO AMMUCCIATE DELIBERA CC N.24

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 1 PAG 20-24 COPIATO DA RELAZIONE STATO DEL’AMBIENTE AGENDA 21 COMUNE DI PALERMO PAG 26-27 E 113-117

CONFERENZA STAMPA LEGAMBIENTE SUL PIANO ARIA SICILIA COPIATO 21 NOVEMBRE 2007

Piano copiato Civitanova Marche

SGARBI COPIA? Repubblica_02_12_08 Sgarbi copia

Stop agli studenti imbroglioni è in arrivo il software antiplagio – Bologna -

Università USA, espulsione per chi fa “copia e incolla” della tesi

Dettagli fonti piano ARIA SICILIA copiato DA………..

Commissione ispettiva 1777 29 APRILE 2009 PLAGIO PIANO ARIA SICILIA LA COMMISSIONE NON HA PRODOTTO ALCUN DOOCUMENTO

GENCHI GIOACCHINO DIRIGENTE REGIONE SICILIA PAGATO PER NON LAVORARE Dossier

PIANO ARIA Comparsa di Risposta Assessorato T.A. Cont 1948 2008 Fontana e Legambiente contro Anzà e Assessorato

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 2 PAG 35 COPIATO DA PROVINCIA DI TORINO BIOSSIDO DI ZOLFO

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 2 PAG 71 72 COPIATOP DA ANNUARIO ARPA 2005 PAG. 2.18-2.19

PIANO DELL ARIA FINISCE IN TRIBUNALE ANZA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE RISARCIRE 10 000 EURO

PIANO ARIA REGIONE SICILIA PAG 133 COPIATO DA AMIA V RELAZIONE PAG 276

PIANO ARIA REGIONE SICILIA SICILIA CAPITOLO 2 PAG 133 140 COPIATO DA ANNUARIO ARPA 2006 PAG 2.25-2.29 OLTRE CHE DA AMIA V RELAZIONE PAG 276-284

Istanza mediazione Anzà

ITALCEMENTI Esposto Del Comitato Isola Pulita 18 GENNAIO 2011

‘Nessun intervento contro lo smog’ i pm indagano Lombardo e Cuffaro Assessori indagati repubblica[1]

CONDANNATO PER Diffamazione Anzà QdS 24_09_10

DOSSIER ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE

IL VENTO CHE ACCAREZZA ISOLA DELLE FEMMINE

GENCHI GIOACCHINO CGIL IRREGOLARITA’ ED ABUSI AL DIPARTIMENTO AMBIENTE RICHIESTA AD ARNONE AVVIO INDAGINE

ITALCEMENTI La FARSA della Conferenza 4 l7 07 art 269 3 4 06 n 152 MODIFICA Autorizzazione Emissione prot 45549 15 giugno 2007 nella durata 45 minuti smentita di MINAGRA da parte di PORTOBEllo

ITALCEMENTI VERBALI DELLE CONFERENZE DEI SERVIZI PER LA CONCESSIONE AIA INNIZIATE IL 31 GENNAIO 2007 E DECADENZA AIA

ITALCEMENTI VERBALI DELLE CONFERENZE DEI SERVIZI PER LA CONCESSIONE AIA INNIZIATE IL 31 GENNAIO 2007 E DECADENZA AIA

ITALCEMENTI VERBALI SOPRALLUOGO GENNAIO MARZO GIUGNO 2006 PETCOKE PORTO RAFFO ROSSO

ITALCEMENTI Segue i Verbali delle Conferenze di servizi per la concessione AIA 2° parte

PETCOKE DA ESPRESSO 18 DICEMBRE 2009

DOSSIER ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE

martedì 8 maggio 2012

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 3 PAG 177-178 COPIATO DA ANNUARIO ARPA 2005 PA 2.31-2.32 OLTRE CHE DAL PIANO VENETO PAG 132-134

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 2 PAG 109-110 COPIATO DA COPIATO I processi di desertificazione ed i possibili interventi di mitigazione pag 1

PIANO ARIA REGIONE SICILIA CAPITOLO 2 PAG 109-110 COPIATO DA COPIATO I processi di desertificazione ed i possibili interventi di mitigazione pag 1

Genchi Gioacchino Dirigente Regione Sicilia Pagato Per Non Lavorare

Isola delle Femmine sconfitta l’arroganza ricattatoria della italcementi 19 GENNAIO 2010

ITALCEMENTI AIA SCADUTA DENUNCIA

ITALCEMENTI La FARSA della Conferenza Servizi 4 l7 07 art 269 06 n 152 MODIFICA Autorizzazione Emissione prot 45549 15 giugno 2007 45 minuti MINAGRA da parte di PORTOBE

ITALCEMENTI VERBALE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 4 LUGLIO 2007 PER LA CONCESSIONE A.I.A. ITALCEMENTI INIZIATE 31 GENNAIO 2007 MINAGRA PRONUNCIA LA DELEGA RICEVUTA DAL SINDACO

ITALCEMENTI La FARSA della Conferenza Servizi 4 l7 07 art 269 D Lgsv 3 aprile 2006 n 152 MODIFICA Autorizzazione Emissione prot 45549 15 giugno 2007 nella durata 45 minuti smentita di MINAGRA da parte di PORTOBE

ITALCEMENTI La FARSA della Conferenza Servizi 4 l7 07 art 269 D Lgsv 3 aprile 2006 n 152 MODIFICA Autorizzazione Emissione prot 45549 15 giugno 2007 nella durata 45 minuti smentita di MINAGRA da parte di PORTOBE

ITALCEMENTI Segue i Verbali delle Conferenze di servizi per la concessione AIA 2parte

DOSSIER ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE

IL VENTO CHE ACCAREZZA ISOLA DELLE FEMMINE

VERBALI DELLE CONFERENZE DEI SERVIZI PER LA CONCESSIONE AIA INIZIATE IL 31 GENNAIO 2007 2 parte

VERBALI DELLE CONFERENZE DEI SERVIZI PER LA CONCESSIONE AIA INIZIATE IL 31 GENNAIO 2007 2 parte

domenica 6 maggio 2012

ISOLA DELLE FEMMINE INONDATA DI MUNNEZZA

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


A tutti i Sindaci della nostra Provincia chiedo quindi di tenere ben ferma la rotta loro affidata dai cittadini e dalle leggi dello Stato, con particolare riguardo a quelle che tutelano la salute delle persone. Grandi sono le loro responsabilità indicate dalla legge per la tutela di questo bene primario che non ha prezzo, perché quando viene a mancare la salute non ci sono compensazioni che possano sopperire.


PERCHE’ il PROFESSORE, nella risposta all’interrogazione consiliare del Gruppo di Rinascita isolana della seduta di C.C. del 23 Settembre 2011,  OMETTE  di riferire quanto di ILLEGALE ed ILLEGITTIMO, l’ASSESSORE e la  ditta T.E.S.  hanno consumato la mattina di sabato 2 aprile 2011 in via Garibaldi a Isola delle Femmine ?

Il 2 agosto 2008 il PROFESSORE afferma:           

«….. proprio sul tema della pulizia che stiamo maggiormente lavorando, attuando una vera e propria campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. Per quanto riguarda il lungomare, stiamo preparando un piano spiaggia in cui chiediamo l' abolizione dei dopolavoro e una riduzione del 20 per cento delle cabine ancora presenti in alcuni lidi. In questo modo, finalmente, avremo una spiaggia di tutti e per tutti»

OGGI 4 maggio 2012  siamo arrivati a: 576 METRI LINEARI DI MUNNEZZA PER UNA PROFONDITA' DI OLTRE 2 METRI ED UN ALTEZZA DI 1METRO E MEZZO IL TUTTO DISTRIBUITO NELLE 37 DISCARICHE A CIELO APERTO che INVADONO L’INTERO TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE.
Inoltre nell’ultimo anno su 365 giorni   DICASI 143 giorni Isola delle Femmine INVASA LETTERALMENTE DI MUNNEZZA.

I Cittadini hanno pagato il “servizio” per 365 DICASI 365 giorni !!!!!!!

NEL FRATTEMPO IL COMUNE HA CONTRATTO UN DEBITO VERSO L’ATO PA1 (DI CUI SIAMO CONTITOLARI) DI CIRCA 6.000.000 DI EUR0

PER NOI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE NON VI E’ ALCUNA SPERANZA DI LIBERARCI DI TUTTA QUESTA MUNNEZZA I SUOI ODORI NAUSEABONDI HA INVASO ORMAI  LE NOSTRE CASE

HA IMPREGNATO I NOSTRI MURI DI CASA!

STA LAVORANDO IN MANIERA GALOPPANTE SUI NOSTRI POLMONI!

L’ESTATE E’ ORMAI PROSSIMA  LA MANCANZA   DEI MEZZI DI TRASPORTO DELLA MUNNEZZA E’ QUASI TOTALE

AD OGGI ED  ANCORA PER POCO SONO FUNZIONANTI   SOLI TRE COMPATTATORI FATISCENTI (gli operatori vivono in uno stato di ansia di paura oltre che di pericolo per la loro incolumita’ fisica) 

I TRE AUTOCOMPATTATORI  giornalmente AFFRONTANO  centinaia di kilometri per  il trasporto  della munnezza alla  discarica  di  Siculiana

Il  blocco dei mezzi di trasporto della munnezza è ormai totale   e le  ditte vantano crediti per diverse centinai di migliaia di euro da parte dell’ATO PA 1 di cui il  Comune di Isola ne è SOCIO)  

Cosa aspettate che TUTTI  i Cittadini di Isola si incatenino per rivendicare il sacrosanto DIRITTO di vedere  le strade di Isola PULITE e libere dalla munnezza?

Nel momento in cui vi abbiamo eletti vi abbiamo consegnato una ditta l’ ATO PA1, che presta il servizio raccolta rifiuti, e siete riusciti a portarla in FALLIMENTO non pensate che ne dovete rispondere di fronte alla LEGGE?  

NON ERAVATE QUELLI CHE AMAVANO ISOLA DELLE FEMMINE?

VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pino Ciampolillo






CERCASI ASSESSORE DISPERATAMENTE

IL PRIMO A LANCIARE L'IDEA DELLE CATENE PER IL DIRITTO!
LUI IL PROFESSORE " mi incateno per impedire che mettono il radar.."
a seguire il Signor Signor Riccobono mette le catene per difendere un diritto
LA SALUTE


CERCASI IL DISPERATAMENTE OIL CONSIGLIERE
"...solo mi accorgerssi o mi renda conto
di infiltrazioni mafiose  in questa amministrazione  ..
immediatamente mi dimetterei.... "

Su via Consigliere crede veramente all'errore
umano?
oppure ci sta prendendo per il lato B?









CONSIGLIERE STRENUO DIFENSORE DELLA LEGALITA'
anche questo e' un errorre umano?


PROFESSORE LEI DICE "...IO SONO TRANQUILLLO "
DI FRONTE AD UN SIFFATTO  SPETTACOLO E' PROPRIO
DA IRRESPONSABILE ESSERE TRANQUILLO