Più di trecento persone si sono radunate davanti al municipio di Terrasini, nel Palermitano, per protestare contro l’aumento retroattivo della Tarsu del 50%. Nei giorni scorsi sono infatti stati inviati dal Comune gli avvisi che invitavano i cittadini al pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani relativa al 2012.
“Siamo qui per chiedere al sindaco di tornare sui suoi passi e ritirare l’aumento della Tarsu”, ha spiegato dal palchetto montato in piazza Falcone e Borsellino Sabrina Vitale, presidente del “Comitato Cinisi e Terrasini per l’Ambiente”, l’associazione di cittadini che ha organizzato l’iniziativa.
Nello statuto del contribuente si vietano le tasse retroattive – ha aggiunto Sabrina Vitale. – Per il momento sono arrivati soltanto gli avvisi, quando arriveranno le notifiche di pagamento, saremo pronti ad avviare un ricorso collettivo. Invitiamo il sindaco a battersi per introdurre la differenziata a tutti i costi, anche perché nei comuni in cui è stata avviata la tassa dei rifiuti è diminuita notevolmente”.
Il provvedimento che prevede il raddoppio della Tasru è stato inserito nel bilancio comunale 2012, approvato con il voto contrario di 5 consiglieri comunali su 20. In prima battuta il Consiglio comunale lo aveva respinto.  
Uno dei cinque consiglieri comunale ad aver votano no all’aumento della Tarsu è Nunzio Maniaci del Pd: “L’amministrazione revochi subito l’aumento del 50% della Tarsu. Abbiamo votato no al raddoppio della Tarsu, così come ci eravamo opposti all’Imu, perché lo riteniamo ingiusto a fronte di un servizio di raccolta inesistente”.
Il sindaco di Terrasini, Massimo Cucinella, che ha poi preso la parola, ha spiegato che “l’aumento della Tarsu è stato disposto, sebbene a malincuore, per evitare il dissesto finanziario e l’interruzione del servizio di raccolta. Uno stop che avverrà se i cittadini non pagheranno”.
“Siamo tutti d’accordo che il servizio di raccolta non funziona – ha aggiunto il primo cittadino. –  Da quando, un anno e mezzo fa, mi sono insediato Terrasini e i dodici Comuni dell’Ato rifiuti Palermo 1 hanno dovuto affrontare quattro emergenze rifiuti. Gli Ambiti territoriali ottimali non hanno funzionato e per questa ragione più di un anno fa abbiamo presentato alla Regione Siciliana, insieme all’amministrazione comunale di Cinisi, un progetto di gestione consortile dei rifiuti ma l’ex governatore Lombardo ce l’ha bocciato. Il nuovo presidente Crocetta inizialmente ci aveva fatto credere che avremmo potuto attuarlo poi ci ha detto che dovremo aspettare la costituzione delle Srr (le società di regolamentazione del servizio di raccolta che dovrebbero sostituire gli Ato a settembre, ndr)”.
A dar man forte ai manifestanti sono intervenuti anche Massimo Fundarò, esponente di Sel ed ex assessore ai rifiuti di Alcamo che ha illustrato la positiva esperienza dell’Ato Trapani 1 Terra dei fenici, una delle poche società d’ambito che hanno funzionato e  Pino Polizzi, responsabile di zona di Federconsumatori. “Le amministrazioni comunali del Palermitano – ha detto Polizzi – sono tutte inadempienti perché, così come l’Ato, hanno calpestato il contratto di servizio e hanno permesso che la società d’ambito fosse guidata da politici e amici di politici senza alcuna competenza in materia. Riteniamo che l’aumento retroattivo di una tassa sia illegale. Daremo sostegno giuridico ai cittadini che vorranno presentare ricorso”.












































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